lunedì 16 marzo 2026

S Messa 5 luglio

 

s messa 5 luglio
canto al Vangelo cf. Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Vangelo Mt 11,25-30
Nel corso della sua predicazione, Gesù ha conosciuto insuc-
cessi e opposizioni; si è scontrato con l'incomprensione di
molti. Ma c'erano i «piccoli», coloro che egli ha dichiarato
«beati». La loro accoglienza ha ampiamente compensato il
rifiuto degli altri. Nell'azione di grazie, Gesù attribuisce a
Dio, suo «Padre», «l'intelligenza» che dimostrano i semplici.
Essi sanno che il vangelo è inseparabile da rinunce e costo- 
si sacrifici: quelli dell'amore, che non può essere detto
«giogo, un fardello che schiaccia, poiché l'amore libera

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesû disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del
cielo e della terra, perchë hai nascosto queste cose ai sapienti
e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sİ, o Padre, perchế cosi
hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal
Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nes-
suno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio
vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò
ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vo-
stra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.

preghiera
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo
nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la
vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

antifona Sal. 33,9
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia. 

oppure Mt 11,28
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi: io vì
ristorerò, dice il Signore.

preghiera 
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni del-
la tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della sal-
vezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Gloria e lode a te, Dio dei miei padri, che mi hai concesso la sa-
pienza e la forza, mi hai manifestato ciò che ti abbiamo doman-
dato e ci hai illustrato la richiesta del re (Dn 2,23).

Su chi volgerò lo sguardo? Sull'umile e su chi ha lo spirito contri-
to e su chi teme la mia parola (Is 66,2).

Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi or-
dini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel
giorno dell'ira del Signore (Sof 2,3).

Farò restare in mezzoa te un popolo umile e povero; confiderà nel
nome del Signore (Sof 3, 12).

Ti glorificherò, Signore mio re, ti loderò, Dio mio salvatore; glori-
ficherò il tuo nome (Sir 51,1).

Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Fglio unigenito, che è nel se-
no del Padre, lui lo ha rivelato (Gu 1,18).

Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al
tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, per-
ché egli ha cura di voi (1Pt 5,6-7). 

 
s messa 12 luglio

canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Vangelo Mt 13,1-23 (lett. breve 13,1-9)
L'insistenza sulla responsabilità di coloro che ascoltano la
Parola è dovuta al fatto che il seme sparso dal divino se-
minatore possiede un'indiscussa fecondità. Ma la parabo-
la contiene anche altre due lezioni. Da un lato, lungi dal
lasciarsi scoraggiare dalla prospettiva di lavorare invano,
bisogna continuare a seminare il buon seme a piene mani:
terreni oggi ingrati potrebbero diventare domani terra buo-
na. Dall'altro, non cè alcuna proporzione fra le perdite, i
cattivi raccolti imputabili all'avversione del «maligno» o
all'aridità di certe persone, e la straordinaria abbondanza
di frutti prodotti dalla Parola caduta in terra buona. Av-
vertimento rivolto agli uditori della predicazione evangeli-
ca e, al tempo stesso, vibrante appello al coraggio, alla fi-
ducia, all'ottimismo dei seminatori della Parola. Tutti de-
vono comprendere che qui si tratta dei «misteri del regno
dei cieli».

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Quel giorno Gesù usci di casa e sedette in riva al mare. Si ra-
dunò attorno a lui tanta folla che egli sali su una barca e si
mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il
seminatore uscī a seminare. Mentre seminava, una parte cad-
de lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'al-
tra parte cadde sul terreno sassoso, dove non cera molta ter-
ra; germoglið subito, perche' il terreno non era profondo, ma,
quando spunto' il sole, fu bruciata e, non avendo radici, secco'..
Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffoca-
rono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto:
il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a
loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perchè a voi è dato conoscere i misteri del
regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha,
verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha,
sară tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con
parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascol-
tano e non comprendono. Cosi si compie per loro la profezia
di Isaia che dice: "Udrete, si, ma non comprenderete, guar-
derete, si, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo
è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e han-
no chiuso gli occhi, perchế non vedano con gli occhi, 
non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e
non si convertano e io li guarisca!" Beati invece i vostri occhi
perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io
vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere
ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare cið che voi
ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta
che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, vie-
ne il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore:
questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è sta-
to seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola
e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è in-
costante, sicchế, appena giunge una tribolazione o una per-
secuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Ouel-
lo seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoc-
cupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffoca-
no la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul ter-
reno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; que-
sti dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».])
- Parola del Signore.

preghiera
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e tra-
sformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i cre-
denti. Per Cristo nostro Signore.

antifona Sal 83,4-5
Il passero trova la casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio Re e mio Dio!
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

oppure Gy 6,56
 Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, rimane in me e io in lui,

oppure Mt 13,23
Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la
parola e la comprende».

preghiera
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la co-
munione a questi santi misteri si affermi sempre più nella no-
stra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste (Sal 33,9).
Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era
a metà del suo corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo
trono regale, si lanciò in mezzo a quella terra (Sap 18,14-15).
Secca l'erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura
sempre (1s 40,8).
Chi è da Dio ascolta le parole di Dio (Gu 8,47).
Tutti i mortali sono come l'erba e ogni loro splendore è come fiore
d'erba. L'erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore
rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato an-
nunziato (1Pt 1,24-25).
Supplico la tua Signoria immutabile, potentissima, o Spirito po-
tente; manda la rugiada della tua soavità, concedi alla mia
e al mio spirito, che dominano sui sensi, il beneficio della pienez-
za delle grazie della tua abbondante misericordia. E dissoda il
campo intelligente del mio cuore di carne indurito perché riceva e
faccia fruttificare la tua semente spirituale.
(Gregorio di Narek, II libro delle preghiere)

Guardate, guardate Dio che attraversa la terra come un seminato-
re e prende il suo cuore a due mani e lo getta su tutta la superficie
della terra!... Si direbbe che per lo più egli getta ad occhi chiusi, a
caso e al vento, questa semente che gonfia il suo grembiule. Qui po- 
test capere, capiat. Qui habet aures audiendi, audiat. C'e la pie-
tra, c'è il terreno indurito dal passaggio dei passanti; ci sono i ro-
vi e le altre erbacce, ci sono gli uccelli del cielo, ci sono le intempe-
rie! Pazienza! Ma ce anche la buona terra e quell'orecchio nelle
profondità del nostro essere che è un utero, quell'interesse, quel-
l'appropriazione, quella conseruazione.
(P. Claudel, Io credo in Te)

L'incoscienza dei cristiani nel corso di venti secoli di cristianesimo
un mistero che fa tremare i santi. Si può aver imparato il cate-
chismo, si può ascoltare regolarmente l'omelia del proprio parroco,
persino leggere il Vangelo e non aver ancora capito nulla. Il Van-
gelo è un messaggio accessibile ai semplici. Ma è un libro che resta
sigillato finché non si è cambiato qualcosa nella propria vita. «E
quando ci sarà la conversione al Signore che il velo sarà tolto»
(2Cor 3, 16). Perciò, coloro che oggi cercano nel Vangelo solo una va-
ga religiosità, o la garanzia di un ordine sociale, o l'elemento fa-
miliare di una civiltà accattivante, sono come gli uomini che ascol-
tano, ma non comprendono.
(CL Geffré, Uno spazio per Dio) 
 
 


 



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