lunedì 16 marzo 2026

S Messa 17 maggio

 



s messa 17 maggio Ascensione del Signore

canto al Vangelo  Mt 28,19a.20b

Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.

Vangelo Mt 28,16-20
Rivelazione del potere sovrano di Cristo «in cielo e in terra»;
missione dei discepoli inviati a tutte le nazioni; pegno dato
ai suoi della presenza del Signore «fino alla fine del mon-
do»: questo è per Matteo il mistero dell'ascensione.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul
monte che Gesů aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Ge-
sũ si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in
cielo e sulla terra. Andate dungue e fate discepoli tutti i po-
poli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spi-
rito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho co-
mandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine
del mondo». - Parola del Signore.

preghiera
Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo nella mirabile
ascensione del tuo Figlio, e per questo santo scambio di do-
ni fa' che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo. Per
Cristo nostro Signore.

antifona Mt28,20
«Ecco, io sono con voi tutti giorni sino alla fine del mondo, alleluia.

preghiera
Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pelle-
grina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi
il desiderio della patria
eterna, dove hai innalzato l'uomo
accanto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso
(Gen 5,24).
Elia sali nel turbine verso il cielo(2Re2,11)
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cri-
sto Gesù (Ef 2,6).
Ascendendo al cielo quaranta giorni dopo la sua risurrezione, il no-
stro Signore Gesù Cristo ci ha raccomandato il suo corpo, destina-
to a restare qui sulla terra. Vedeva che molti lo avrebbero onorato
perché era asceso al cielo; e vedeva che questo onore sarebbe stato
vano se si calpestano le membra rimaste sulla terra.. Vedete dove
egli estende il suo corpo, vedete dove non vuole essere calpestato: «Mi
sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e
fino agli estremi confini della terra»... Ecco dove resto, io che salgo
al cielo. Salgo perché sono il capo; il mio corpo resta ancora quag-
giù. Dove resta? Su tutta la terra. Guàrdati dal colpirlo, guàrdati
dal calpestarlo. Queste sono le ultime parole di Cristo, al momento
di salire al cielo.
(Agostino, Commento alla Prima lettera di Giovanni, X.9) 

 È il nascondimento di Gesù il giorno dell'Ascensione che ha reso
possibile la vita e la testimonianza della Chiesa da venti secoli, La
sua assenza non solo ha permesso l'esistenza della Scrittura, che
ci trasmette il suo messaggio, ma genera ancor oggi quella Scrittura
viva, quella Scrittura imprevedibile che tracciano, giorno do-
po giorno, i discepoli di Gesù sparsi su tutte le strade del mondo.
Quel Gesù che noi amiamo senza averlo visto, quel Gesù che popo-
la le nostre solitudini e abita le nostre comunioni, ci sfugge sempre
ogni qualvolta cerchiamo di afferrarlo. Egli è davanti a noi, oltre
i personaggi nei quali vogliamo rinchiuderlo. Ed è giusto che sia
cosi, perché possederlo una volta per tutte secondo il suo volto sto-
rico, dogmatico, culturale, politico, sarebbe già non ricercare più
la sua bruciante assenza. (CI. Geffré, Uno spazio per Dio) 

s messa 24 maggio Pentecoste

canto al Vangelo
Alleluia, alleluia
Vieni ,Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Vangelo Gv 20,19-23
Giovanni evoca qui, senza curarsi del loro ordine cronologi-
co, le diverse fasi del mistero pasquale del Cristo, che trova
il suo compimento nell'invio dello Spirito. «ll primo giorno
dopo il sabato è il «giorno del Signore», la domenica, quan-
do l'assemblea cristiana si raduna per celebrare la Pasqua
settimanale. Ecco quindi una delle numerose pagine del
quarto Vangelo che
contengono sobrie, ma evidenti, connota-
zioni liturgiche. Effondendosi, lo Spirito permette a «ogni uo-
mo» di accedere alla salvezza meritata dalla Pasqua di Cri-
sto, di ricevere «la remissione dei peccati.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre era-
no chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per
timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioi-
rono al vedere il Signore.
Gesü disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha man-
dato me, anche io mando voi»,
 Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A
coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a co-
loro a cui non perdonerete, non saranno perdonati», - Parola
del Signore.

preghiera
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio.
perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo
sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità. Per
Cristo nostro Signore.

prefazio
Ringraziamo il Padre per lo Spirito che dona ai suoi figli di
adozione.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su co-
loro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai ef-
fuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e
ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professio-
ne dell'unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, I'u-
manità esulta su tutta la terra, e con l'assemblea degli An-
geli e dei Santi canta linno della tua gloria: Santo...

antifona  At 2,4.11
Tutti furono ripieni di Spirito Santo e proclamavano le
grandi opere di Dio. Alleluia.

oppure  Gv 20,21.22
«Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Riceve-
te lo Spirito Santo». Alleluia. 

preghiera
o Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del
cielo, custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spi-
rituale che ci nutre per la vita eterna sia sempre operante
in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

sviluppie armonie

Giovanni rispose a tutti dicendo: «lo vi battezzo con acqua; ma vie-
ne uno che è più forte di me...; costui vi battezzerà in Spirito San-
to e fuoco» (Le 3,16).

I fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano
che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo
(At 10,45).

Nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spi-
rito Santo (1Cor 12,3).

I profeti cercavano di indagare a quale momento o a quali circo-
stanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando predi-
ceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguir-
le. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri
di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi han-
no predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose
nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo (1Pt 1,11-12).

Gli apostoli erano li, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.
Erano li come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo
Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera crea-
zione... Erano li come agricoltori che portano la semente nella fal-
da del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. Era-
no lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che
attendono di ricevere la brezza dello Spirito. Erano lì come pasto-
ri che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani
del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite
le greggi. O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fer
mentare l'intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grem-
bo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo
che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupi Geru-
salemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che 
meravigliò gli abitanti di Babilonia! II fuoco della fornace brucia-
va coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in es-
sa. l fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desidera-
no vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui ve-
nuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'a-
zione di grazie!
(Efrem Siro, Sermone per la Pentecoste)

Un linguaggio d'uomo è reso fertile da quello di Dio
e', come la folgore, strappa alle rocce nere che sigilla il mondo
l'essere originario, decanta, libera e rende alle freschezze
di sidro e di aria le sudicie terre. Sorda è la mia città
fra i meli e su di essa un tempo di prossima agonia!
Ma nasca l'agnello delle isole di giugno, l'infanzia regale
dove non son più che una cosa sola il corpo e lo spirito per la stes-
sa consacrazione,
l'amore che proferisce e l'amore nominato di cui è la messa!
Mi prenda il fuoco che fatto tutto in sé aprirsi in me,
legarsi in me ciò che solo in lui si trova legato,
maturare con lui ciò che nella sua forza è già maturato!
E davanti a lui, attraverso di lui e per lui il nulla si arroventi,
il deserto verdeggi e sia pronto d'un tratto a possedere tutto,
-e l'uomo nuovo abbia in lui il potere della vera parola!
(J.CI. Renard. Incantesimo del tempo)

Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. II battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l'esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita.
Le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è cosi», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. Il tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la
lettura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contat-
to con la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della
risurrezione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta
dell'evocazione di inizi idealizzati. II fervore, la gene-
rositā, l'audacia missionaria delle prime Chiese resta e re-
sterà un punto di riferimento indispensabile per le comunità
cristiane presenti e future. Il tempo non deve essere per es-
se motivo di invecchiamento, di ripiegamento su se stesse. Le
situazioni cambiano e cambiano anche i problemi da affron-
tare. Ma la forza della risurrezione e dello Spirito resta per
sempre.

O tu colomba, o bianca seta,
prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.
(H. Capieu, Pentecoste) 




 


 



martedì 17 settembre 2019

tu costruisci





Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili





È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)

martedì 11 giugno 2019

ricorda



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo



(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,
prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.

mercoledì 22 maggio 2019

ricorda



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran 
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto 
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in 
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni, 

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e 
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi 
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti 
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

domenica 12 maggio 2019

Preghiera dopo la S.Messa



Preghiera dopo la S. Messa

Un grande medico






( giovanipagine.blogspot.it ) ringrazia

L'anima cristiana


Il dolore umano


 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.”