Gesù di nazareth capitolo 20


IL DISCORSO ESCATOLOGICO
Gesù predice la rovina del tempio
Mt. 24, 1-3. Mc. 13, 1-4. Lc. 21, 5-7.
*E mentre usciva dal tempio, uno dei
suoi discepoli gli disse: « Maestro, guarda
che pietre, che costruzioni!  Gesù gli ri-
spose: «Vedi tu questi superbi edifici?
Non resterà pietra su pietra che non sia
abbattuta ››. E sedendo sul monte degli
Olivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo,
Giovanni e Andrea gli domandarono in
privato: « Spiegaci, quando avverranno
queste cose e quale sarà il segno che tutto
questo sarà imminente?››.

Gesù annuncia i segni premonitori
Mt. 24, 4-14. Mc. 13, 5-10. Lc. 21, 12-19.
* E Gesù prese a dir loro: « Badate che
nessuno vi seduca. “Molti verranno nel
mio nome dicendo: “Sono io” e sedur-
ranno molti.  Quando sentirete parlare di
guerre e di rumori di guerre, non vi tur-
bate; è necessario che queste cose avven-
gano, ma non è ancora la fine. Infatti si
solleverà nazione contro nazione e regno
contro regno; vi saranno terremoti in più
luoghi e vi saranno carestie: questo il
principio dei dolori. E a tutte le nazio-
ni bisogna che l'evangelo sia prima pre-
dicato ».
“Ma prima che tutto ciò avvenga, vi
metteranno le mani addosso, vi persegui-
teranno, e vi trascineranno nelle sinago-
ghe e nelle prigioni, portandovi davanti a
re e davanti a governatori a causa del mio
nome. Ma questo sarà per voi occasione
di rendermi testimonianza. “Ricordatevi
di non preoccuparvi della vostra difesa,
perché io vi darò linguaggio e sapienza
a cui non potranno resistere o contraddire
tutti i vostri avversari. Voi sarete tra-
diti perfino da genitori e fratelli, da paren-
ti e amici; e alcuni di voi saranno uccisi,
e sarete odiati da tutti a causa del mio
nome. Ma neppure un capello del vostro
capo perirà. Con la vostra costanza sal-
verete le vostre anime ››.

La fine del tempio di Gerusalemme
Mt 24, 15-25. Mc. 13, 14-23. Lc. 21, 20-24.
* «  Quando poi vedrete l'abominazione
della desolazione stare là dove non si
conviene - chi legge intenda! - allora
tutti quelli che saranno nella Giudea fug-
gano` sui monti; e chi è sulla terraz-
za non scenda né entri in casa sua a
prendervi qualsiasi cosa; e chi sarà in
campagna non torni indietro a prendersi
il mantello. Guai alle incinte e alle allat-
tanti in quei giorni!  Pregate che questo
non avvenga d'inverno,  perché quelli sa-
ranno giorni di tale tribolazione, quale
non ve ne fu mai dal principio del mondo
che Dio ha creato fino ad ora; né mai più
ve ne sarà. "E se il Signore non abbre-
viasse quei giorni, non si salverebbe ani-
ma viva; ma per amore degli eletti che ha
prescelto ha abbreviato quei giorni.
E allora se uno vi dirà: “il Messia,
eccolo qui, o eccolo là”, non vi credete.
Perché sorgeranno falsi Messia e falsi
profeti, e faranno segni e prodigi da se-
durre, se fosse possibile, anche gli eletti.
 Ma voi state attenti; ecco, vi ho pre-
detto ogni cosa ››.

Il giorno del Figlio dell'uomo
Mt. 24, 26-28.
 * Se dunque vi diranno: “ecco, è nel
deserto, non vi andate; “ecco, è dentro
casa, non credete. Come infatti il lam-
po guizza a levante e sfolgora fino a po-
nente, così sarà la venuta del Figlio del-
l'uomo.  Dovunque sarà il cadavere là si
aduneranno gli avvoltoi».

La fine del mondo
Mt. 24, 29-31. Mc. 13, 24-27. Lc. 21, 25-28.
 *  Dopo la tribolazione di quei giorni di
improvviso il sole si oscurerà e la luna
non darà più la sua luce, e le stelle ca-
dranno dal cielo, e le potenze dei cieli sa-
ranno squassate.  Allora apparirà in cie-
lo il segno del Figlio dell'uomo e tutte le
genti della terra piangeranno e vedranno
e il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del
cielo con grande potenza e maestà.  E
manderà i suoi angeli con potente squillo
di tromba a radunare i suoi eletti dai
quattro venti, da una estremità all'altra
dei ,Cieli ››.

Il tempo della fine di Gerusalemme
Mt. 24, 32-35. Mc. 13, 28-31. Lc. 21, 29-33.
 *  Dal fico intendete la parabola: quan-
do il suo ramo intenerisce e mette le fo-
glie, sapete che vicina è l'estate. “Così
anche voi, quando vedrete tutte queste
cose, sappiate che è vicino alle porte.  In
verità vi dico; non passerà questa genera-
zione  prima che tutte queste cose siano
accadute.  Il cielo e la terra passeranno,
ma le mie parole non passeranno ».

Il tempo della fine del mondo
Mt. 24, 36-42. Mc. 13, 32.
*  Quanto poi a quel giorno e all'ora,
nessuno li conosce, neppure gli angeli del
cielo, ma il Padre soltanto.  Come avven-
ne al tempo di Noè, così sarà la venuta
del Figlio dell'uomo.  Infatti, nei giorni
avanti il diluvio si mangiava e si beveva,
si prendeva moglie e si dava a marito,
sino a quando Noè entrò nell'arca, e la
gente non s'accorse di nulla finché non
venne il diluvio e travolse tutti; così sarà
anche la venuta del Figlio dell'uomo.  Al-
lora due saranno nel campo: uno sarà
preso e uno lasciato; due donne saran-
no a macinare al mulino: una sarà presa
e una lasciata. Vigilate dunque, perché
voi non sapete in che giorno verrà il vo-
stro Signore! ››.

Gesù esorta alla vigilanza
Lc. 21, 34-36.
 * Badate bene a voi stessi, che non
s'aggravino i vostri cuori nei bagordi,-nel-
l'ubriachezza e nelle cure della vita, per-
ché quel giorno non venga sopra di voi
all'improvviso  come un laccio: perché
esso s'abbatterà su tutti gli abitanti della
terra.  Perciò vegliate in continua pre-
ghiera perché possiate essere degni di
sfuggire a tutte queste cose che stanno
per accadere, e di comparire sicuri davanti
al Figlio dell'uomo ››.

Parabola del ladro notturno
Mt. 24, 43-44.
*  Ma considerate questo: che se il pa-
drone di casa sapesse a quale ora della
notte il ladro ha da venire, veglierebbe e
non si lascerebbe sfondare la casa. “ Per-
ciò anche voi siate preparati, perché nel-
l'ora che non vi aspettate il Figlio del-
l'uomo verrà ››.

Parabola del servo fedele e di quello in-
fedele
Mt. 24, 45-51. Mc. 13, 33-37.
 *  Chi è mai quel servo fedele e pru-
dente, che il padrone ha messo a capo dei
suoi domestici per dare loro il cibo a suo
tempo?  Beato quel servo se il padrone,
alla sua venuta, lo troverà ad agire così.
 In verità vi dico che lo metterà a capo
di tutti i suoi beni.  Ma se quel cattivo
servo dice in cuor suo: il mio padrone
indugia a venire, “e comincia a battere
i suoi compagni, e a mangiare e a bere
con gli ubriaconi,  verrà il padrone di
quel servo nel giorno che egli non s'aspet-
ta e nell'ora che egli non sa, e lo pu-
nirà severamente e gli assegnerà la sorte
degli ipocriti: là sarà pianto e stridore di
dcnti ››.

Parabola delle dieci vergini
Mt. 25, 1-13.
*  Il regno dei cieli sarà dunque simile a
dieci vergini, le quali, prese le loro lam-
pade, uscirono incontro allo sposo. Cin-
que erano stolte e cinque prudenti. Le
stolte nel prendere le loro ampade non
si provvidero d'olio; le prudenti invece
misero negli orcioli l'olio per le loro lam-
pade. Ritardando lo sposo, s'assopirono
tutte e dormirono. A mezzanotte si udì
un grido: ecco lo sposo, uscitegli incon-
tro. "Allora tutte quelle vergini si sve-
gliarono e prepararono le loro lampade.
Le 'stolte dissero alle prudenti: “Dateci
un po' del vostro olio perché le nostre
lampade si spengono.  Ma le prudenti ri-
sposero: “Non basterebbe più né a voi né
a noi; andate piuttosto dai venditori e
compratevene. Ma mentre esse andava-
no a comprarlo, giunse lo sposo; e quelle
che erano pronte, entrarono con lui nella
sala delle nozze e la porta fu rinchiusa.
 Più tardi giunsero anche le altre vergini,
dicendo: “Signore, Signore, apricil.  Ma
egli rispose: “In verità vi dico: non vi co-
nosco. Veglíate dunque perché non sa-
pete né il giorno né l'ora ».

Parabola dei talenti
Mt. 25, 14-30.
* Infatti avverrà come d'un uomo il
quale, nel mettersi in viaggio, chiamò i
suoi servi e affidò loro i propri beni;  a
chi dette cinque talenti, a chi due, a chi
uno: a ciascuno secondo la sua` capacità,
e partì. Chi aveva ricevuto cinque talen-
ti li trafficò senza indugio e ne guadagnò
altri cinque. "Così anche quello che ne ave-
va ricevuti due ne guadagnò altri due. "Ma
quello che ne aveva ricevuto uno solo, se
n'andò, fece una buca in terra, e vi nasco-
se il denaro del suo padrone.  Dopo mol-
to tempo torna il padrone di quei servi
per regolare i conti con loro. "E venuto
quello che aveva ricevuto cinque talenti,
ne portò altri cinque dicendo: “Signore,
tu mi hai consegnato cinque talenti, ecco
ne ho guadagnati altri cinque. “Il pa-
drone gli disse: “Bravo, servo buono e fe-
dele; tu sei stato fedele nel poco, ti darò
autorità su molto: entra nel gaudio del
tuo Signore”. “Venuto poi avanti quello
che aveva ricevuto due talenti, disse: “Si-
gnore, tu mi affidasti due talenti, ecco
che ne ho guadagnati altri due. "E il
padrone gli disse: “Bravo,i servo buono e
fedele; tu sei stato fedele nel poco; ti darò
autorità su molto; entra nel gaudio del
tuo Signore. “Infine, venuto avanti quello
che aveva ricevuto un talento solo, disse:
“Signore, io sapevo che tu sei un uomo
duro che mieti dove_non hai seminato e
raccogli dove non hai sparso:  e, nel ti-
more, andai e nascosi il tuo talento sotto
terra; eccoti il tuo. Ma gli rispose il
padrone: “Servo malvagio e infingardo!
Sapevi che io mieto dove non ho seminato
e raccolgo dove non ho sparso!  Ti con-
veniva allora mettere il denaro mio presso
dei banchieri, e io ritornando l'avrei riti-
rato con l'interesse”. Toglietegli dun-
que il talento e datelo a colui che ne ha
dieci. Perché a chiunque ha, sarå dato
di più ed egli sovrabbonderà: ma a chi
non ha, sarà tolto anche quello che ha.  E
questo servo inutile gettatelo fuori, nelle
tenebre, dove sarà pianto e stridore di
denti” ››.

Gesù descrive il giudizio finale
Mt. 25, 31-46.
 * Quando poi verrà il Figlio dell'uomo
nella sua gloria e tutti gli angeli con lui,
allora sederà sul trono della sua gloria.
“E si raduneranno davanti a lui tutte le
genti, ed egli separerà gli uni dagli altri
come il pastore separa le pecore dai capri,
e collocherà le pecore alla sua destra
e i capri alla sinistra.
 Allora il Re dirà a quelli alla sua de-
stra: “Venite, benedetti dal Padre mio,
possedete il regno preparato per voi dal-
la creazione del mondo.  Perche' io ebbi
fame e voi mi deste da mangiare, ebbi sete
e mi deste da bere, ero pellegrino e mi ac-
coglieste,  nudo e mi ricopriste, amma-
lato e mi visitaste; ero in prigione e ve-
niste da me.  Allora gli risponderanno
i giusti: “Signore, quando ti vedemmo
aver farne e ti nutrimmo, aver sete e ti
demmo da bere? 3” E quando ti vedemmo
pellegrino e ti accogliemmo, owero nudo
e ti ricoprimmo? 3° E quando ti vedemmo
ammalato 0 in prigione e venimmo da
te?” 4° E risponderà loro il Re: “In verità
vi dico: quanto avete fatto a uno di que-
sti fratelli miei_, i più piccoli, a me lo fa-
ceste”.
“Dirà poi a quelli di sinistra: “Parti-
tevi da me, maledetti, nel fuoco eterno,
che è stato preparato per il diavolo e gli an-
geli suoi. Perché io ebbi farne e voi non
mi déste da mangiare, ebbi sete e non mi
deste da bere, “fui pellegrino e non mi ac-
cogliéste, nudo e non mi ricopriste, am-
malato e in prigione e non mi visitaste.
“Allora risponderanno anch'essi: “Signo-
re, quando -ti vedemmo aver fame o aver
sete, o pellegrino, o nudo, o ammalato, o
in prigione e non ti assistemmo?.  Ed
egli risponderà loro: “In verità vi dico:
quante volte non l'avete fatto a uno solo
di questi, i più piccoli, neppure a me lo
faceste”. “E andranno qucsti nel suppli-
zio eterno, i giusti invece alla vita eterna ››.

MERCOLEDI' SANTO
Il Sinedrio cospira contro Gesù
Mt. 26, 1-5. Mc. 14, 12. Lc. 22, 1-2.
*Terminati tutti questi discorsi, Gesù
disse ai suoi discepoli: « *Voi sapete che
fra due giorni è Pasqua e il Figlio del-
l'uomo sarà consegnato per essere croci-
fisso ››.
“Allora si radunarono i capi dei sacer-
doti e gli anziani del popolo nel palazzo
del sommo sacerdote chiamato Caifa, *e
deliberarono di catturare Gesù con in-
ganno e di ucciderlo. Tuttavia dicevano:
« Non durante la festa, affinché non na-
sca tumulto nel popolo ». '

Giuda vende Gesù
Mt. 26, 14-16. Mc. 14, 10-11. Lc. 22, 34.
“Allora uno dei dodici, Giuda detto
l'Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e
disse loro: « Che cosa mi volete dare per-
ché io ve lo consegni? ››. Quelli gli pesaro-
no trenta monete d'argento. "E da al-
lora Giuda cercava l'occasione opportuna
per consegnarlo.

Il mistero dell'incredulità
Gv. 12, 37-50.
E benché Gesù avesse fatto tanti mi-
racoli alla presenza dei Giudei, essi non
credevano a lui. Così s'adempiva la pa-
rola del profeta Isaia:
Signore, chi ha creduto alla nostra pre-
dicazione? E la potenza del Signore a chi
mai è stata rivelata?”.
Per questo non potevano credere, per-
ché Isaia aveva pur detto:
Accecò i loro occhi
e indurì la loro mente
affinché con gli occhi non vedano
e con la mente non intendano
e si convertano, e io li guarisca”.
“Queste cose disse Isaia quando vide
la gloria di lui e di lui parlò.
Molti però, anche tra i capi, 'credet-
tero in lui, ma non lo confessavano a cau-
sa dei farisei per non essere espulsi dalla
sinagoga, “poiché amavano la gloria de-
gli uomini più della gloria di Dio. _
Poi Gesù disse a gran voce: « Chi cre-
de in me, crede non in me ma in Colui
che mi ha mandato, e chi vede me, vede
Colui che mi ha mandato.  Io sono ve-
nuto' come luce nel mondo affinché chi
crede in me non resti nelle tenebre. “E
se uno ascolta le mie parole e non le os-
serva, non sono io che lo condanno, per-
ché non son venuto a condannare il mon-
do, ma a salvare il mondo. Chi mi re-
spinge e non accoglie le mie parole ha
chi lo condanna: la Parola che ho annun-
ziata, questa lo condannerà nell'ultimo
giorno. Perché io non ho parlato da me
stesso, ma il Padre che mi ha mandato,
egli stesso ha stabilito quello che dovevo
dire e insegnare.  E so che il suo coman-
damento è vita eterna. Le cose dunque che
io vi dico, le dico come il Padre me le ha
dette ››.

Giovedi Santo

Gesù fa preparare la cena pasquale
Mr. 26, 17-19. Mc. 14, 12-16. Lc. 22, 7-13.
Venne dunque il giorno degli Azzimi
nel quale si doveva immolare l'agnello di
Pasqua, e Gesù mandò Pietro e Giovanni
dicendo loro: «Andate e preparateci per
mangiare la Pasqua ››. Gli chiesero: « D0-
ve vuoi che prepariamo?  Disse loro:
« Ecco, appena entrati in città, incontre-
rete un uomo che porta una brocca d'ac-
qua; seguitelo nella casa dove entra, “e
dite al padrone di casa: “Il maestro ti
manda a dire: Dov'è la stanza nella quale
possa mangiare la Pasqua coi miei disce-
poli?”. Egli vi mostrerà una sala gran-
de, con tappeti, al piano superiore: là pre-
parate ››.
“Essi andarono, trovarono come egli
aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

Gesù e gli apostoli alla cena pasquale
Mt. 26, 20; 26, 29. Mc. 14, 17; 14, 25. Lc. 22, 14-18.
“Quando venne l'ora, Gesù s'adagiò a
mensa, e gli apostoli con lui.  E disse lo-
ro: « Ho molto desiderato di mangiare
questa Pasqua con voi, prima del mio pa-
tire, perché vi dico che più non ne man-
gero' fino a quando essa non si compia nel
Regno di Dio ››. E presa una coppa, rese
grazie e disse: « Prendete questo e divide-
telo tra voi, perché io vi dico che ormai
non berrete più del frutto della vite fin-
che' non sia venuto il Regno di Dio ››.

Gesù insegna l'umiltà
Lc. 22, 24-30.
Nacque anche una discussione tra lo-
ro: chi di essi fosse da stimarsi il più
grande. “Ma egli disse loro: «I re delle
nazioni le signoreggiano e quelli che in es-
se hanno autorità si fanno chiamare bene-
fattori.  Ma non così voi, anzi il maggio-
re tra voi sia come il minore, e chi gover-
na come chi serve.  Infatti chi è più gran-
de: chi sta adagiato a mensa o chi serve?
Non forse chi è adagiato a mensa? Eppure
io sono in mezzo a voi come colui che ser-
ve. “E voi siete quelli che siete rimasti
sempre con me nelle mie prove:  per
questo io preparo a voi un Regno, come
il Padre mio l'ha preparato per me, af-
finché mangiate e beviate alla mia mensa
nel mio Regno, e sediate su troni a giu-
dicare le dodici tribù d'Israele ››.

Gesù lava i piedi dei discepoli
Gv. 13, 1-17.
Ora, prima della festività di Pasqua,
sapendo Gesù che era venuta per lui l'ora
di passare da questo mondo al Padre, lui
che aveva amato i suoi che erano nel mon-
do, li amò sino alla fine. *E durante la
cena, quando il diavolo aveva già messo in
cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone
di tradirlo, ben sapendo che il Padre gli
aveva dato tutto nelle mani e che egli era
venuto da Dio e a Dio ritornava, *si alzò
da tavola, si levò il mantello e, preso un
panno di lino, se ne cínse. Poi, messa
l'acqua in un catino, si mise a lavare i
piedi ai discepoli e ad asciugarli col panno
del quale era cinto.
Viene dunque da Simon Pietro, ma que-
sti gli dice: « Signore, tu lavi i piedi a
mc? ››. E Gesu': « Tu non puoi compren-
dere, ora, quello che faccio; lo comprende-
rai dopo ››. “Gli dice Pietro: « No, tu non
mi laverai i piedi in eterno! » E Gesù: « Se
io non ti laverò, non avrai parte con me ».
Rispose Simon Pietro: « Signore non sol-
tanto i piedi, ma anche le mani, e il ca-
po! ››. E Gesù: « Chi ha fatto il bagno
non ha bisogno se non di lavarsi i piedi,
ed è tutto puro. E voi siete puri, ma non
tutti! ››. “Ben sapeva chi l'avrebbe tra-
dito e perciò disse: “Non tutti siete puri”.
“Quando ebbe lavato loro i piedi, ri-
prese il suo mantello e, adagiatosi di nuo-
vo, disse loro: « Comprendete quel che vi
ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Si-
gnore, e dite bene, perché io lo sono. Se
dunque io, il Signore e il Maestro, ho la-
vato i piedi a voi, anche voi dovete lavarvi
i piedi a vicenda.  Io vi ho dato l'esempio
perché come vi ho fatto io, così facciate
anche voi. “In verità in verità vi dico:
non c'è servo più grande del suo padrone,
né apostolo più grande di colui che l'ha
mandato. "Beati voi se, sapendo queste
cose, le metterete in pratica ››.

Gesù svela chi lo tradirà
Mc. 14, 18-21. Lc. 22, 21-23. Gv. 13, 18-21. Mt  26,
22-24. Gv. 13, 22-30.
« Io non parlo di tutti voi; conosco
quelli che ho scelti; ma si deve adempiere
la Scrittura: “Chi mangia il mio pane ha
levato contro di me il suo calcagno. "Ve
lo dico fin d'ora, prima che avvenga, af-
finché quando sarà avvenuto, crediate che
lo sono.  In verità in verità vi dico: chi
accoglie colui che io manderò accoglie me,
e chi accoglie me accoglie colui che mi ha
mandato ››. “Detto questo, Gesù, contri-
stato nello spirito, solennemente dichiarò:
« In verità in verità vi dico che uno di voi
mi tradirà ››.
Ed essi, sconcertati, presero a chieder-
gli l'uno dopo l'altro: « Sono forse io, Si-
gnore? ››. Egli rispose: « Colui che ha in-
tinto con me la mano nel piatto, quello
mi tradirà.  Certo, il Figlio dell'uomo se
ne va, come è scritto di lui: ma guai a
quell'uomo per il quale il Figlio dell'uomo
è tradito: sarebbe stato meglio per quel-
l'uomo non esser nato ››.
È i discepoli dunque si guardavano l'un
laltro non sapendo di chi parlasse.  Ora,
uno dei discepoli, quello che Gesù amava,
era adagiato col capo sul petto di Gesù.
A questi fa dunque un cenno Simon Pie-
tro e gli dice: «Domanda chi è colui di
cui parla! ››.  E quello, reclinato sul petto
di Gesù, gli domanda: « Signore, chi è? ››.
 Risponde Gesù: «E colui al quale io
porgerò un boccone di pane inzuppato».
E, inzuppato un boccone, lo dà a Giuda di
Simone Iscariota.  E dopo quel boccone,
Satana entrò in lui. Gli disse Gesù: « Ciò
che fai, fallo presto ››. “Ma nessuno dei
commensali capì a che scopo avesse detto
questo. “Alcuni infatti credevano che, te-
nendo Giuda la borsa, Gesù gli dicesse:
“Compra quanto è necessario per la fe-
sta, oppure che desse qualcosa ai poveri.
“Giuda dunque, preso il boccone, subito
uscì.
Ed era già notte


Gesù istituisce i'Eucaristia
Mt. 26, 26-28. Mc. 14, 22-24. Lc. 22, 19-20.
Mentre mangiavano, Gesù prese del
pane e, detta la benedizione, lò spezzò e
lo diede ai discepoli dicendo: « Prendete,
mangiate :questo è il mio corpo ››. "Poi,
preso un calice, rese grazie, e lo diede loro
dicendo: « Bevetene tutti, perché questo
è il mio sangue, [il sangue] dell'alleanza,
che è sparso per molti in remissione dei
peccati ››.

Vi do un comandamento nuovo ››
Gv. 13, 31-35.
E quando Giuda fu uscito, Gesù disse:
« Ora è stato glorificato il Figlio dell'uo-
mo, e Dio è stato glorificato in lui. Se
Dio è stato glorificato in lui, Dio lo glori-
ficherà anche in sé stesso e ben presto lo
glorificherà. Figlioli, ancora per poco
sono con voi. Mi cercherete ma, come dissi
ai Giudei, ora dico anche a voi: dove vado
io voi non potete venire. Vi do un co-
mandamento nuovo: di amarvi gli uni gli
altri. Come io ho amato voi, così anche
voi amatevi gli uni gli altri. Da questo
conosceranno tutti che siete miei disce-
poli: se avrete amore vicendevole ››.

Gesù predice il rinnegamento di Pietro
Mc. 14, 27-31. Gv. 13, 36-38. M1. 26, 31-34. Lc. 22, 31-38.
Gli domandò Simon Pietro: « Signore,
dove vai? ››. Rispose Gesù: « Dove vado io,
tu non puoi venire ora; mi seguirai più
tardi». "Pietro gli disse: « Signore, per-
ché non posso seguirti ora? Darò la mia
vita per te! ››.  Gli rispose Gesù: « Tu da-
rai la tua vita per me? In verità in verità
ti dico:
Voi tutti prenderete scandalo per
causa mia questa notte. Sta scritto in-
fatti: “Percuoterò il pastore, e le pecore
del gregge saranno disperse. “Ma dopo
che io sarò risorto, vi precederò in Gali-
lea ››.  Pietro protestò: « Se tutti si scan-
dalizzeranno per causa tua, io non mi
scandalizzerò mai ››.  E Gesù: « In verità
ti dico: in questa stessa notte, prima che
il gallo canti, mi rinnegherai tre volte.
Simone, Simone, ecco Satana ha otte-
nuto di vagliarví come si vaglia il grano.
“Ma io ho pregato per te affinché non
venga meno la tua fede; e tu, una volta
ravveduto, conferma i tuoi fratelli».  Ma
egli rispose; « Signore, con te sono pron-
to ad andare anche in prigione e alla
morte ››.Poi disse loro: «Quando vi
mandai senza sacca né borsa né calzari,
non vi manco' mai nulla? ››. Quelli gli rispo-
sero: « Nulla ››.  Egli disse loro: « Ma ora
chi ha una borsa, la prenda; così chi ha
una sacca; e chi non ha spada, venda il
mantello e ne compri una.  Perché vi di-
co che deve essere compiuto in me quanto
sta scritto: “E' stato annoverato tra i mal-
fattori”. Infatti quel che mi riguarda, ha
compimento». “Gli dissero: « Signore,
ecco qui appunto due spade». Ed egli:
« Basta così ›>.

Gesù conforta i discepoli
Gv. 14, 1-4.
Non si turbi il vostro cuore. Abbiate
fede in Dio e abbiate fede in me. *Nella
casa del Padre mio vi sono molte dimore;
se così non fosse, ve l'avrei detto perché
io vado a preparare un posto per voi. *E
quando sarò andato e vi avrò preparato
un posto, di nuovo verrò e vi prenderò
con me affinché dove sono io siate anche
voi.  E del luogo dove vado, voi conoscete
la via ››.

« Io sono la Via, la Verità e la Vita ››
Gv. 14, 5-11.
Gli disse Tommaso: « Signore noi non
sappiamo dove vai, e come possiamo co-
noscere la via? ››. Rispose Gesù: « Io so-
no la Via, la Verità e la Vita. Nessuno
viene al Padre se non per mezzo mio.  Se
aveste conosciuto me, anche il Padre mio
conoscereste. Già fin d'ora voi lo cono-
scete e l'avete visto ››.  Dice a lui Filippo:
« Signore, mostraci il Padre e ci basta».
E Gesù; « Da tanto tempo sono con voi,
e tu non mi hai ancora conosciuto, Filip-
po? Chi ha visto me, ha visto anche il Pa-
dre. Come dunque dici: “Mostraci il Pa-
dre?. Non credi tu che io sono nel Pa-
dre e che il Padre è in me? Le parole che
io vi dico, non le dico da me; ma il Padre
che è in me, compie le sue opere Cre-
dete a me che io sono nel Padre, e il Padre
è in me. Se no, credete a motivo delle
opere ››.

« Chi crede in me... ››
Gv. 14, 12-14.
In verità in verità vi dico: chi crede
in me farà anch'eg1i le opere che faccio
io, e ne farà di ancor più grandi; io in-
fatti vado al Padre. “E tutto ciò che
chiederete in nome mio lo farò, affinché
il Padre sia glorificato nel Figlio. “Se
mi chiederete qualche cosa nel nome mio,
io la farò ››.

Gesù promette lo Spirito Santo
Gv. 14, 15-17.
Se mi amate, osservate i miei co-
mandamenti.  E io pregherò il Padre, e
vi darà un altro Paráclito che rimanga
sempre con voi,  lo Spirito di verità che
íl mondo non può ricevere perché esso
non lo vede né lo conosce. Voi lo cono-
scete perché rimane con voi ed è in voi ››.

« Non vi lascerò orfani ››
Gv. 14, 18-24.
Non vi lascerò orfani: ritornerò da
voi. “Ancora un poco e il mondo non
mi vedrà più; voi invece mi rivedrete,
perché io vivo e voi vivrete.  In quel
giorno voi comprenderete che io sono nel
Padre mio, e voi in me, e io in voi.  Chi
ha i miei comandamenti e li osserva, que-
sti è colui che mi ama; e colui che mi
ama sarà amato dal Padre mio; e io lo
amerò e manifesterò me stesso a lui ››.
“Gli chiese Giuda non l'Iscariota: « Si-
gnore, per quale motivo ti manifesterai a
noi e non al mondo? ››.  Gli rispose Ge-
sù: « Se uno mi ama, osserverà la mia
parola, e il Padre mio l'amerà e a lui ver-
remo e faremo dimora presso di lui.
Chi non mi ama, non osserva le mie
parole. La parola che voi udite non è mia,
ma del Padre che mi ha mandato ››.

Gesù promette nuovamente lo Spirito
Santo
Mt. 26, 30. Mc. 14, 26. Gv. 14, 26-31.
Io vi ho detto queste cose mentre
ancora sono tra voi;  ma il Paráclito, lo
Spirito Santo che il Padre manderà nel
nome mio, vi insegnerà ogni cosa e vi
rammenterà quanto io vi ho detto.
"Vi lascio la pace, vi do la mia pace;
non ve la do come la dà il mondo. Non
si turbi il vostro cuore, né si sgomenti.
“Avete udito che io vi ho detto: “Vado
e ritornerò a voi”. Se mi amaste godre-
ste che io vado al Padre, perché il Padre
è più grande di me.  E ora ve l'ho detto,
prima che avvenga, affinché quando sia
avvenuto crediate.  Non parlerò ancora
molto con voi perché il principe del mon-
do sta per venire. Egli non può nulla con-
tro di me,  ma bisogna che il mondo co-
nosca che io amo il Padre e come il Pa-
dre mi ha comandato così faccio. Alza-
tevi e partiamo di qui ››.

« Io sono la vite, voi siete i tralci ››
Gv. 15, 1-11.
« Io sono la vite vera, e il Padre mio
è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me
non porta frutto egli lo recide, e ogni tral-
cio che porta frutto egli lo rimonda affin-
ché porti più frutto. Già voi siete mondi
per la Parola che io vi ho annunziata.
Rimanete in me e io rimarrò in voi. Co-
me il tralcio non può portare frutto da
sé, se non rimane nella vite, così neppure
voi se non rimanete in me. Io sono la
vite, voi i tralci: chi rimane in me, ed io
in lui, questi porta molto frutto, perché
senza di me non potete far nulla. “Se
qualcuno non rimane in me, viene gettato
via come il tralcio, e si dissecca; poi lo
si raccoglie, lo si getta sul fuoco e brucia.
Se invece rimanete in me e le mie pa-
role rimangono in voi, quello che volete
chiedete e vi sarà fatto. "In questo il Pa-
dre mio sarà glorificato: se porterete mol-
to frutto e dimostrerete così di essere
miei discepoli. “Come il Padre ha amato
me, anch'io ho amoto voi: rimanete nel
mio amore.  Se osservate i miei coman-
damenti rimarrete nel mio amore, come
io ho osservato i comandamenti del Pa-
dre mio e rimango nell'amore di lui.  Vi
ho detto queste cose perché la mia gioia
sia in voi e la vostra gioia giunga a com-
pimento ››.

« Questo è il mio comandamento: che vi
amiate... »
Gv. 15, 12-17.
Questo è il mio comandamento: che
vi amiate gli uni gli altri come io vi ho
amati. “Nessuno ha un amore più gran-
de di colui che dà la vita per i suoi amici.
Voi siete miei amici, se fate quanto vi
comando.  Non vi chiamo più servi, per-
ché il servo non sa quel che fa il suo si-
gnore: ma vi ho chiamati amici, perché
tutte le cose che udii dal Padre mio ho
rese note a voi. “Non siete stati voi che
avete scelto me, ma io che ho scelto voi,
e vi ho costituiti perché andiate e por-
tiate frutto, e il frutto vostro rimanga;
allora qualunque cosa chiederete al Padre
nel nome mio, egli ve la darà.  Questo
vi comando: di amarvi gli uni gli altri».

« Hanno perseguitato me, perseguiteranno
anche voi ››
Gv. 15, 18-27; 16, 1-4.
Se il mondo vi odia, pensate che ha
odiato me prima di voi. Se foste del
mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo;
invece poiché voi non siete del mondo,
ma io vi ho scelti dal mondo, per questo
il mondo vi odia.  Pensate alla parola
che vi ho detta: “un servo non è da più
del suo padrone”. Se hanno perseguitato
me, perseguiteranno anche voi; se hanno
osservato la mia parola, osserveranno an~
che la vostra. “Ma tutto questo vi fa-
ranno a causa del mio nome, perché non
conoscono colui che mi ha inviato. “Se
io non fossi venuto e non avessi parlato
loro, non avrebbero colpa; ma ora non
hanno scusa per la loro colpa.  Chi odia
me, odia anche il Padre mio. “Se non
avessi fatto in mezzo a loro opere che
nessun altro ha fatto, non avrebbero col-
pa; ma ora hanno veduto e hanno odiato
me e il Padre mio.  Ma così si com~
pie la parola scritta nella loro Legge:
“Senza ragione mi odiarono”.  Quando
verrà il Paráclíto che io vi manderò dal
Padre, lo Spirito di verità che procede
dal Padre, egli mi renderà testimonianza.
“E voi stessi mi rendete testimonianza
perché siete con me sin dal principio».
«Queste cose vi ho dette affinché non
vi scandalizziate. Vi scacceranno dalle
sinagoghe, anzi viene l'ora in cui chiun-
que vi ucciderà crederà di rendere osse-
quio a Dio. E questo faranno perché
non hanno conosciuto ne' il Padre né me.
Ma vi ho parlato di queste cose affinche'
quando venga la loro ora vi rammentiate
che io ve le ho annunciate ››.

Gesù spiega l'opera dello Spirito Santo
Gv. 16, 4-15.
Non vi dissi queste cose prima, perché 
ero con voi. Ma ora vado da colui
che mi ha mandato e nessuno di voi mi
domanda: “Dove vai?".
Eppure, perché vi ho detto queste co-
se, la tristezza v'ha riempito il cuore .
Ma io vi dico la verità: è bene per voi
che io me ne vada, perché, se io non vado,
il Paráclito non verrà a voi; se invece io
vado, ve lo manderò.  E, venuto, egli por-
terà contro il mondo la prova del peccato,
della giustizia e della condanna.
Del peccato, perché non credono in me,
della giustizia, perché io vado al Padre
e non mi vedrete più; “della condanna,
perché il principe di questo mondo è con-
dannato.
“Avrei ancora molte cose da dirvi, ma
ora voi non siete in condizioni di capirle.
Quando però sarà venuto lui, lo Spirito
di verità, vi introdurrà in tutta la verità;
infatti egli non parlerà da se stesso, ma
quanto ode dirà, e vi annunzierà le cose
che dovranno avvenire.  Egli mi darà
gloria, perché prenderà del mio e lo co-
municherà a voi.  Tutto quello che ha il
Padre è mio, perciò ho detto che del mio
prenderà e lo comunicherà a voi >›.

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